Fertilità ed infertilità maschile e femminile

Che cos’è l’infertilità?

L’infertilità è l’impossibilità di avere un figlio dopo un anno di tentativi, oppure dopo sei mesi se la donna ha più di 35 anni. Si parla di infertilità anche quando la donna è in grado di concepire ma non riesce a portare a termine le gravidanze.

La gravidanza è un processo composto da diverse fasi. Per rimanere incinta, infatti:

  • Il corpo della donna deve rilasciare un ovulo da una delle ovaie (ovulazione).
  • L’ovulo deve percorrere la tuba e raggiungere l’utero.
  • Lo spermatozoo deve fecondare l’ovulo lungo il percorso.
  • L’ovulo fecondato deve impiantarsi nella parete dell’utero.

Si parla di infertilità se ci sono problemi in una di queste fasi.

L’infertilità è un problema diffuso?

Sì, negli Stati Uniti il 10 per cento circa delle donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni ha difficoltà a concepire o a portare a termine la gravidanza.

L’infertilità è un problema soltanto femminile?

No, l’infertilità non è un problema solo femminile. Sia le donne sia gli uomini possono soffrire di disturbi e patologie che provocano l’infertilità. Un terzo circa dei casi di infertilità è causato da problemi della donna, un terzo da problemi dell’uomo, mentre gli altri casi sono provocati da un insieme di problemi della coppia o da fattori sconosciuti.

Quali sono le cause dell’infertilità maschile?

L’infertilità maschile nella maggior parte dei casi è causata da:

  • Varicocele, un disturbo in cui le vene di uno o di entrambi i testicoli sono troppo grandi e quindi il testicolo o i testicoli si riscaldano. Il varicocele può far diminuire il numero degli spermatozoi o alterarne la forma.
  • Altri fattori che fanno diminuire o cessare la produzione di spermatozoi.
  • Ridotta motilità degli spermatozoi, che può essere causata dalla loro forma. In alcuni casi gli spermatozoi non si muovono a causa di lesioni o disturbi all’apparato riproduttivo.
  • In alcuni casi questi disturbi sono presenti fin dalla nascita, mentre in altri iniziano in fasi successive a causa di malattie o lesioni; ad esempio la fibrosi cistica è una causa piuttosto diffusa dell’infertilità maschile.

Fattori di rischio per l’infertilità maschile

La qualità dello sperma dipende dallo stato di salute dell’uomo e dal suo stile di vita. Alcuni fattori possono alterare la qualità dello sperma o far diminuire il numero degli spermatozoi; tra di essi ricordiamo:

  • Abuso di alcol,
  • Uso di droghe,
  • Fumo di sigaretta,
  • Età,
  • Inquinamento ambientale, dovuto ad esempio ai pesticidi o al piombo,
  • Malattie come gli orecchioni, malattie gravi come quelle dei reni, o problemi ormonali,
  • Uso di determinati farmaci,
  • Radioterapia e chemioterapia.

Quali sono le cause dell’infertilità femminile?

La maggior parte dei casi di infertilità femminile è causata da disturbi dell’ovulazione. Senza ovulazione, l’ovulo non può essere fecondato. Tra i sintomi dei problemi di ovulazione ricordiamo il ciclo mestruale irregolare o l’assenza del ciclo.

I problemi di ovulazione spesso sono provocati dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). La PCOS è uno squilibrio ormonale in grado di interferire con l’ovulazione ed è la causa più frequente dell’infertilità femminile. Un’altra causa dei problemi di ovulazione è l’insufficienza ovarica primaria (POI) che si verifica quando le ovaie smettono di funzionare normalmente prima dei quarant’anni. L’insufficienza ovarica primaria non va confusa con la menopausa precoce.

Tra le cause meno diffuse dei problemi di infertilità femminile ricordiamo:

  • Ostruzione delle tube dovuta alla malattia infiammatoria pelvica, all’endometriosi o all’intervento chirurgico per la gravidanza ectopica.
  • Problemi fisici dell’utero.
  • Fibromi uterini (masse di tessuto non tumorale che si sviluppano all’interno delle pareti uterine).

Fattori di rischio per l’infertilità femminile

Tra i fattori in grado di far diminuire la probabilità di avere un figlio ricordiamo:

  • Età,
  • Fumo,
  • Abuso di alcol,
  • Stress,
  • Dieta scorretta,
  • Allenamento eccessivo,
  • Sovrappeso o sottopeso,
  • Infezioni sessualmente trasmesse (MST),
  • Problemi di salute che causano squilibri ormonali (sindrome dell’ovaio policistico e insufficienza ovarica primaria).

Quanto conta l’età della donna?

Molte donne aspettano i trenta o i quarant’anni per avere un figlio; negli Stati Uniti, ad esempio, il 20 per cento delle donne ha il primo figlio dopo i 35 anni. L’età quindi è una causa sempre più diffusa dei problemi di fertilità. Un terzo circa delle coppie in cui la donna ha più di 35 anni ha problemi di fertilità.

Con l’età, diminuisce la probabilità della donna di avere un figlio perché:

  • Le ovaie rilasciano meno ovuli,
  • Diminuisce la “riserva” di ovuli disponibili,
  • Gli ovuli non sono più sani come in precedenza,
  • Aumenta il rischio di soffrire disturbi che possono causare problemi di infertilità,
  • Aumenta la probabilità di aborto spontaneo.

Per quanto tempo continuare con i tentativi prima di rivolgersi ai medici?

La maggior parte degli esperti consiglia di continuare per almeno un anno. Le donne di età superiore ai 35 anni dovrebbero invece rivolgersi ai medici dopo sei mesi di tentativi perché la fertilità femminile diminuisce rapidamente dopo i 30 anni.

Alcuni problemi di salute, inoltre, fanno aumentare il rischio di infertilità. Le donne quindi dovrebbero rivolgersi ai medici se:

  • Hanno un ciclo irregolare o il ciclo salta,
  • Provano molto dolore durante il ciclo,
  • Soffrono di endometriosi,
  • Soffrono di malattia infiammatoria pelvica,
  • Hanno avuto diversi aborti spontanei.

Prima di provare ad avere un figlio, tutte le donne dovrebbero fare una visita medica. I medici possono aiutarvi ad arrivare alla gravidanza nel migliore stato di forma possibile: possono inoltre rispondere a tutte le domande relative alla fertilità e darvi diversi consigli per la vostra ricerca di un figlio.

Come avviene la diagnosi di infertilità?

Il percorso per arrivare alla diagnosi di infertilità comprende una visita medica approfondita. Il medico chiederà ai partner se hanno problemi di salute e si informerà sulla loro vita sessuale. In alcuni casi questo sarà sufficiente per scoprire il problema; quasi sempre, però, saranno necessari altri esami.

L’uomo di solito dovrà eseguire l’esame dello sperma, per scoprire la quantità degli spermatozoi, la loro forma e la motilità. In alcuni casi i medici consigliano anche di eseguire il dosaggio degli ormoni maschili.

La donna, in una prima fase, dovrà scoprire se l’ovulazione avviene regolarmente tutti i mesi. Per scoprirlo è possibile monitorare l’ovulazione a casa in questo modo:

  • Prendendo nota tutte le mattine appena sveglie della temperatura basale per diversi mesi.
  • Prendendo nota ogni giorno dell’aspetto del muco cervicale per diversi mesi.
  • Usando un kit per il monitoraggio dell’ovulazione (in vendita in farmacia o al supermercato).

[In realtà può esserci muco cervicale ed un test di ovulazione positivo pur in assenza di ovulazione, dei tre metodi la temperatura è quindi l’unico certo insieme ai dosaggi ormonali]

Per scoprire se c’è l’ovulazione, il medico può consigliare di eseguire gli esami del sangue oppure fare un’ecografia alle ovaie. Se l’ovulazione è normale, è possibile eseguire altri esami per la fertilità, tra cui ricordiamo:

  • Isterosalpingografia. È una radiografia dell’utero e delle tube. I medici iniettano il mezzo di contrasto nell’utero attraverso la vagina. Il mezzo di contrasto è visibile durante la radiografia, quindi i medici possono vedere se riesce a muoversi liberamente nell’utero e nelle tube. In questo modo sono visibili eventuali ostruzioni in grado di provocare l’infertilità. Le ostruzioni possono impedire all’ovulo di attraversare le tube e raggiungere l’utero oppure allo sperma di raggiungere l’ovulo.
  • Laparoscopia. È un semplice intervento chirurgico per vedere dall’interno la cavità addominale. Il medico lo esegue inserendo il laparoscopio (un piccolo strumento con una fonte di luce a un’estremità) in una piccola incisione nella parte bassa dell’addome. Con il laparoscopio il medico può controllare le ovaie, le tube e l’utero, per escludere patologie o altri problemi. La laparoscopia è in grado di evidenziare eventuali tessuti cicatriziali e l’endometriosi.

Scoprire le cause dell’infertilità può essere un processo lungo e stressante. Per completare tutti gli esami può volerci molto tempo: quindi non preoccupatevi se non riuscite a scoprire il problema immediatamente.

Terapia

L’infertilità può essere curata con i farmaci, con l’inseminazione artificiale o con le tecniche di fecondazione assistita. In molti casi possono essere combinati diversi tipi di terapia. Quasi sempre si riesce a curare l’infertilità con i farmaci o con un intervento chirurgico.

I medici consigliano le terapie specifiche per l’infertilità a seconda:

  • dei risultati degli esami,
  • del tempo trascorso dai primi tentativi di avere un figlio,
  • dell’età di entrambi i partner,
  • dello stato di salute della coppia,
  • delle preferenze della coppia.

I medici spesso riescono a curare l’infertilità maschile nei modi seguenti:

  • Problemi della sfera sessuale. I medici possono curare l’impotenza o l’eiaculazione precoce, ricorrendo ai farmaci e/o alla terapia comportamentale.
  • Insufficienza di sperma. In alcuni casi l’intervento chirurgico riesce a correggere la causa del problema. In altri casi, invece, i medici prelevano chirurgicamente lo sperma dall’apparato riproduttore maschile. Possono essere usati gli antibiotici per guarire le infezioni che influiscono sulla quantità di spermatozoi.
  • Motilità degli spermatozoi. In alcuni casi lo sperma non contiene spermatozoi perché l’apparato riproduttore ha qualche problema che, a volte, può essere corretto con l’intervento chirurgico.

Nelle donne, si può ricorrere all’intervento chirurgico per risolvere alcuni disturbi fisici.

Per curare le donne con problemi di ovulazione possono essere usati diversi farmaci. È fondamentale chiedere al medico quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questi farmaci: la paziente deve essere informata dei pericoli, dei vantaggi e dei possibili effetti collaterali.

Farmaci per la cura dell’infertilità femminile

Tra i farmaci usati con maggior frequenza per curare l’infertilità femminile ricordiamo:

  • Clomifene citrato (Clomid®). Questo farmaco causa l’ovulazione perché va ad agire sull’ipofisi. È usato frequentemente nelle donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o da altri problemi di ovulazione. Va assunto per via orale.
  • Gonadotropina della menopausa umana (hMG). Questo farmaco viene usato frequentemente nelle donne che non ovulano a causa di problemi dell’ipofisi. L’hMG agisce direttamente sulle ovaie per stimolare l’ovulazione ed è somministrato tramite iniezione.
  • Ormone follicolo-stimolante (FSH). Quest’ormone ha un funzionamento analogo a quello dell’hMG. Fa iniziare l’ovulazione e viene somministrato di solito per iniezione.
  • Ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH). È usato in molti casi per le donne che non ovulano regolarmente ogni mese. Anche chi ovula prima che l’ovulo sia pronto può usare quest’ormone che agisce sull’ipofisi per cambiare il momento dell’ovulazione. Quest’ormone di solito viene somministrato tramite iniezione o come spray nasale.
  • Metformina. I medici usano questo farmaco per le donne che soffrono di insulinoresistenza e/o di PCOS. La metformina abbassa i livelli di ormoni maschili nelle donne affette da queste patologie e quindi favorisce l’ovulazione. In alcuni casi la metformina è combinata con il clomifene citrato o con l’ormone FSH. Di solito è assunta per via orale.
  • Bromocriptina. Questo farmaco è usato nelle donne che hanno problemi di ovulazione dovuti ai livelli eccessivi di prolattina. La prolattina è l’ormone che fa iniziare la produzione del latte.

Molti farmaci che favoriscono la fertilità fanno aumentare la probabilità di gravidanze gemellari o plurigemellari. Le gravidanze gemellari o plurigemellari sono più a rischio, perché i feti rischiano di nascere prematuri e quindi corrono un rischio maggiore di soffrire di problemi di salute e di sviluppo.

Che cos’è l’inseminazione intrauterina (IUI)?

L’inseminazione intrauterina (IUI) è una terapia per l’infertilità, a volte definita inseminazione artificiale. In quest’intervento la donna riceve un’iniezione di sperma appositamente preparato. Prima dell’IUI la donna a volte può anche essere curata con farmaci che stimolano l’ovulazione. L’inseminazione intrauterina viene spesso usata per curare:

  • Lieve infertilità maschile,
  • Donne con problemi del muco cervicale,
  • Coppie in cui non è stata accertata la causa dell’infertilità.

Che cosa sono le tecniche di fecondazione assistita?

Le tecniche di fecondazione assistita sono un gruppo di metodi usati per aiutare le coppie non fertili. La fecondazione assistita comporta l’espianto degli ovuli dal corpo della donna: gli ovuli poi vengono mescolati agli spermatozoi per formare gli embrioni che infine sono sono reimpiantati nel corpo della donna.

Qual è la probabilità di successo della fecondazione assistita?

La probabilità di successo varia e dipende da molti fattori diversi. Tra i fattori che influiscono sulla probabilità di successo della fecondazione assistita ricordiamo:

  • Età della coppia,
  • Cause dell’infertilità,
  • Problemi di salute della coppia,
  • Tipo di tecnica usata,
  • Eventuale crioconservazione dell’ovulo,
  • Eventuale crioconservazione dell’embrione.

Il CDC ha compiuto diverse ricerche sulla probabilità di successo della fecondazione assistita in diversi centri per la fertilità. Secondo una ricerca del 2010, le percentuali di successo dei cicli di fecondazione assistita sono:

  • 42 per cento nelle donne di età inferiore ai 35 anni
  • 32 per cento nelle donne di età compresa tra i 35 e i 37 anni
  • 22 per cento nelle donne di età compresa tra i 38 e i 40 anni
  • 12 per cento nelle donne di età di 41 o 42 anni
  • 5 per cento nelle donne di 43 o 44 anni

La fecondazione assistita è molto costosa e richiede molto tempo per essere eseguita, però ha permesso a molte coppie con diagnosi di infertilità di mettere al mondo un figlio. La complicazione più frequente della fecondazione assistita sono le gravidanze plurigemellari, ma è possibile prevenire o minimizzare questo problema in molti modi diversi.

Tecniche di fecondazione assistita

Tra le tecniche di fecondazione assistita più usate ricordiamo:

  • La fecondazione in vitro (IVF) è la fecondazione che avviene fuori dall’organismo della donna. È la tecnica di fecondazione assistita con maggiori probabilità di successo. Viene spesso usata se le tube sono ostruite o la quantità di spermatozoi è insufficiente. I medici somministrano alla donna un farmaco che fa rilasciare alle ovaie diversi ovuli. Una volta maturi, gli ovuli vengono espiantati e messi in un contenitore insieme agli spermatozoi. Dopo 3, 5 giorni, una volta avvenuta la fecondazione, gli embrioni sani sono impiantati nell’utero.
  • La fecondazione in vitro con transfer intratubarico (ZIFT) è simile alla fecondazione in vitro. La fecondazione avviene in laboratorio, ma poi l’embrione viene impiantato nella tuba anziché nell’utero.
  • La GIFT (game intrafallopian transfer) consiste nel trasferimento degli ovuli e degli spermatozoi nella tuba. La fecondazione avviene all’interno del corpo femminile. Questa tecnica è disponibile in pochi centri specializzati.
  • L’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) è usata in molti casi per le coppie in cui la qualità dello sperma è molto scarsa. In alcuni casi viene usata anche per coppie in età più avanzata o in cui i tentativi precedenti di IVF non hanno avuto successo. Nell’ICSI, viene iniettato un singolo spermatozoo in un ovulo maturo. Poi l’embrione viene trasferito nell’utero o nella tuba.

In alcuni casi le tecniche di fecondazione assistita comportano l’uso di ovuli di una donatrice, dello sperma di un donatore o di embrioni crioconservati [in Italia sono metodi proibiti per legge]. Gli ovuli di una donatrice possono essere usati se la donna non può produrre ovuli. Gli ovuli di una donatrice o lo sperma di un donatore possono essere usati se uno dei membri della coppia ha una malattia genetica che potrebbe essere ereditata dal bambino. Se la donna o la coppia non sono fertili possono usare gli embrioni donati da qualcun altro, cioè da altre coppie durante la terapia contro l’infertilità o dall’incontro dello sperma di un donatore con l’ovulo di una donatrice. Gli embrioni donati sono impiantati nell’utero: il bambino non avrà alcuna parentela genetica con i genitori.

Maternità surrogata

In alcuni paesi [non in Italia], le donne che non ovulano o producono ovuli “difettosi”possono ricorrere alle madri surrogate. La madre surrogata dà il consenso a rimanere incinta usando lo sperma del partner della prima donna e uno dei propri ovuli. Il bambino quindi sarà geneticamente imparentato con il padre e con la madre surrogata. Dopo il parto, la madre surrogata darà il bambino in adozione alla coppia.

“Utero in affitto”

In alcuni paesi[non in Italia] le donne che hanno le ovaie integre ma non hanno più l’utero possono ricorrere a un “utero in affitto”. Quest’opportunità può essere utile anche per chi non riesce a rimanere incinta per via di problemi di salute molto gravi. Alla donna viene espiantato un ovulo, che viene fecondato dallo sperma del partner: l’embrione viene impiantato nell’utero della donna che ha deciso di darlo in affitto. La donna che dà il proprio utero in affitto non ha alcuna parentela genetica con il bambino; dopo il parto, quindi, lo darà in adozione alla coppia.

Alcune ricerche recenti del CDC indicano che i bambini nati da fecondazione assistita corrono un rischio da due a quattro volte maggiore di soffrire di determinate malformazioni, tra cui alcuni problemi del cuore e dell’apparato digerente e il palato o il labbro leporino. I ricercatori non sanno spiegare questa correlazione. Le malformazioni potrebbero non essere connesse alle tecniche di fecondazione assistita, ma forse sarebbero collegate ad altri fattori, per esempio all’età dei genitori. Sono quindi necessarie ulteriori ricerche. Il rischio è relativamente basso, ma i futuri genitori dovrebbero comunque tenerlo a mente quando decidono di ricorrere alla fecondazione assistita.

Fonte: CDC

Traduzione di Elisa Bruno

A cura del Dr. Guido Cimurro, autore del libro "Scintilla di Vita - Cercare una gravidanza e rimanere incinta in modo naturale"

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3.392 pensieri su “Fertilità ed infertilità maschile e femminile

  1. Sissy

    Negativo dottore oggi è arrivato il ciclo…si riparte😬…mi dice devo fare l’esame della prolattina seriata considerando che è partito il flusso stamani in mattinata quando è meglio che vada domani o venerdi? La prescrizione dice 2/3gg..

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Sarebbero corretti entrambi, se le è indifferente faccia venerdì.

  2. Sissy
  3. Lia

    Dottore mi scusi mio marito ha utilizzato per più di 15 gg la gentalyn pomata per curare un’infiammazione ad un unghia della mano questa cosa può incidere sulla sua fertilità? Perché ho letto che la gentamicina incide sulla fertilità maschile ma volevo capire se anche la pomata se questa cosa può creare problemi al feto eventualmente?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Ultima parola al medico, ma a mio avviso l’assorbimento sistemico in caso di uso della crema è del tutto trascurabile.

  4. Lia
    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Esatto, passando solo in minima quantità nel sangue non dovrebbero esserci effetti né sulla fertilità né in termini di rischi per il feto.

  5. STELLA

    Buonasera dottore, dalle analisi prescritte ho scoperto la mutazione mthfr c677t omozigote. A questo punto sentendo più pareri c’è chi mi dice che ho bisogno di eparina (clexane 0.4 mg) dal momento che scopro di essere incinta ad un mese dopo il parto e chi dice che basta acido folico Levofolene. può darmi anche lei un consiglio? grazie mille

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma su questi temi non posso esprimere giudizi in quanto di esclusiva pertinenza medica.

    • Anonimo

      grazie lo stesso, buona serata

  6. Alessandra

    Buongiorno dottore le volevo dire che il mio ciclo e di 25-26 giorni L’ultimo è stato il 4 gennaio mi dovevano arrivare giorno 29 gennaio secondo lei è attendibile un test di gravidanza Grazie buona giornata

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Può già avere senso provare, tenga comunque conto che il test è definitivo se fatto a 19 giorni dall’ultimo rapporto.

    • Alessandra

      Grazie mille

  7. Gaia

    Salve dottore, mi chiedevo una cosa io sono un soggetto allergico da un paio d’ anni e devo assumere l’ Antistaminico aereus per precisione, l’ Assunzione di questo farmaco può incidere sulla mia fertilità? Può causare eventuali problemi al nascituro dovessi eventualmente rimanere incinta?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Dal punto di vista della fertilità potrebbe ridurre un pochino la produzione di muco cervicale.
      Una volta in gravidanza invece potrà o meno continuarne l’assunzione a giudizio esclusivo del ginecologo (anzi, sarebbe opportuno fare il punto prima).

  8. Gaia

    Grazie dottore… ma volevo evitare l’antistaminico, a questo punto potrei usare solo aircort 100 o anche questo può incidere sulla mia fertilità? E sul feto eventualmente?grazie mille in anticipo

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi risultano problemi sulla fertilità, ma in gravidanza QUALSIASI farmaco va comunque discusso prevalentemente con il ginecologo.

  9. Lori

    Buongiorno dottore ho una domanda..devo iniziare clomid al 3gg del ciclo. Le mestruazioni sono partite (intendo quelle rosso vivo da assorbente) mercoledi sera verso le 20, ieri erano molto forti e con molti dolori…quando devo iniziare clomid? Pensavo di contare ieri come 1pm va bene?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Inizi a contare dal primo giorno di flusso vero, poi mezza giornata in più o in meno non fa grande differenza.

    • Lori

      Mi scusi ma non ho capito bene allora devo iniziare questa sera?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Se vuole contare ieri come primo giorno va benissimo, anche se sono iniziate circa 12 ore prima.

  10. Lori
  11. Gaia

    Dottore salve questo per noi sarebbe il terzo mese di ricerca delle nostro secondo figlio… volevo sapere da lei se le compresse che prende mio marito per facilitare il sonno dato che in questo periodo ha avuto un po’ di ansia per problemi suoi possono incidere negativamente, sono compresse naturali sedivitax dell’aboca

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non dovrebbero influenza significativamente la qualità dello sperma.

  12. Gaia

    Il condizionale che usa è perché in una piccola parte influenzano negativamente la qualità dello sperma? Scusi se insisto ma è per capire se anche questo mese è da accantonare

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Il condizionale è perché è “limitatamente alle mie competenze” non mi risultano problemi. 😉

  13. Anonimo

    Salve dottore ho una domanda da farvi io ho allattato con il ciclo,e ora che non allatto piu puo ritardare il ciclo sino 16 giorni di ritardo 8 giorni fa abbiamo avuto rapporto completo

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, il ciclo può tardare comunque per varie ragioni, ma se ci sono rapporti non protetti è da prendere in considerazione anche l’ipotesi di gravidanza.

    • Anonimo

      I rapporti non sono protetti,pure se 8 giorni fa li abbiamo fatto completo?quindi puo essere che sino in attesa?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Quando si hanno rapporti non protetti esiste sempre la possibilità di gravidanza.

    • Anonimo

      Dottore ho avuto delle perdite sembrava ciclo pii piu tardi erano dei fili maroni e piccole macchioline

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma ai sintomi di questo genere non do mai molto peso per capire se si tratti o meno di gravidanza.

  14. Anonimo

    Dottore buongiorno, sono sotto effetto del decapeptyl 3.75 per ridurre un fibroma, la ginecologa mi ha prescritto gli esami del sangue e la risonanza magnetica e mi ha chiesto i valori della creatinina che le comunico :
    Ho 0.81 e i valori di riferimento sono da 0.5 a 0.9.
    Cosa ne pensa?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Ultima parola alla ginecologa, ma il risultato rientra nell’intervallo di normalità.

    • Anonimo

      Grazie! Mi ero spavenatata visto che il max valore dell ospedale è 0.9….

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      0.9 corrisponde a 0.90, quindi il suo risultato è inferiore.

    • Anonimo

      Grazie dottore, la ginecologa dice che è perfetto. Ma per abbassare un pochino queato valore, cosa posso fare o prendere?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ce n’è bisogno.

  15. cristiana

    buonasera dott. a mio marito l’andrologo ha prescritto tra i vari farmaci anche uncadep causa vischiosità del liquido seminale, ma quale deve prendere? il 600 bustine oppure il forte? grazie

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Sulla ricetta cosa c’è scritto esattamente?

    • cristiana

      il dottore ha scritto 600 compresse ma non esistono

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Il 600 fa riferimento alla dose contenuto di n-acetilcisteina, principio attivo fluidificante (lo stesso che si usa anche per il catarro); le compresse NON contengono n-acetilcisteina, quindi ritengo che lo specialista intendesse prescrivere le bustine. Ovviamente l’ideale è accertarsene sentendo lui per una conferma telefonica.

    • cristiana

      grazie di cuore

  16. emma

    salve dottore, le espongo il mio problema: soffro di tiroidite di Hashimoto e ho valori alti di tsh a 5.81 mentre ft3 e ft4 sono nella norme. ad oggi prendo eutirox 50mg al giorno. posso rimanere incinta con questi valori? può esserci attecchimento?o in caso di positivo è soltanto un problema di maggiori probabilità di aborto? grazie mille per la risposta

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono valori drammatici, ma idealmente si punta a risultati più bassi. Se ha appena iniziato Eutirox serve pazienza, diversamente farei il punto con il medico.

    • Emma

      Ma questi valori impediscono proprio l attecchimento dell embrione secondo lei?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Diciamo che un qualche impatto sulla fertilità potrebbero averlo; se già assume Eutirox non c’è motivo per non dosarlo di conseguenza (anche per una questione di sicurezza quando rimarrà incinta).

    • Emma

      grazie mille per la risposta. oltre ad eutirox 50 sono stata in erboristeria a prendere della pasticche di selenio della solgar, mi hanno detto aiuta in caso di tiroide autoimmune, ho fatto bene?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Per questo tipo di disturbi onestamente farei riferimento solo e soltanto all’endocrinologo.

  17. Anonimo

    Dottore buongiorno, ho fatto decapeptyl da 11.25 x tre mesi, inizio 11 dicembre, e da 3.75 per un mese, inizio 13 marzo, per levare un fibroma vascolarizzato. Ora la ginecologa dice di fare un’altra iniezione da un altro mese perché non è stato tolto del tutto e il 14 devo fare una risonanza.
    Secondo lei, siccome ho contattato con urgenza l’ospedale dove sono stata operata la prima volta, reggo per quanto ancora prima che ritorni il ciclo? Nel senso, dopo quanto tempo ritorna il ciclo di solito? Ce la faccio in una settimana? Quanto durano gli effetti? Consideri che questo è il quarto mese… e che spero in una settimana mi facciano la terza puntura.
    Grazie

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma sono situazioni che non mi sento di giudicare non avendo mai avuto esperienza diretta.

  18. Viola

    Buongiorno dottore, ho 39 anni e siamo alla ricerca del secondo figlio (la prima ha 16 mesi). Ho allattato fino ai 14 mesi della bimba, ho poi fatto le analisi di progesterone e prolattina e il primo è perfetto, la seconda è lievemente al di sotto. Poiché non riesco a uscire incinta nonostante rapporti mirati, potrei assumere qualcosa che mi stimoli l’ovulazione? (Tra l’altro rilevata lo scorso mese con gli stick..). Grazie dottore e mi scusi se mi sono dilungata!

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Non abbia fretta, la gravidanza arriverà naturalmente.

  19. Anonimo

    Buinasera dottore, finalmente mi hanno levato il fibroma il 24 aprile. Però da un paio di giorni, premetto che go avuto poche perdite ematiche, nito delle macchioline giallo scuro sul salvaslip. La ginecologa che mi ha operata dice che è ancora presto per il ciclo avendo fatto analoghi x 3 mesi, esckuse tassativamente recidive perché lo ha tolto tutto, anche il peduncolo, e secondo lei potrebbe essere ancora qualche perditina di betadine. Insomma non dà importanza. La ginecologa del centro Pma che mi segue dice che invece potrebbe essere proprio l’inizio del ciclo.
    Lei che ne pensa? Ho il controllo il 29 maggio e intervento fatto il 24 aprile.
    Grazie

    • Anonimo

      Ps. Più che perdite sono leggere macchioline dottore, poche!

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Avverte altri sintomi?

    • Anonimo

      Nessuno, la gone dice normale…

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente è difficile rispondere, ma se ancora non fosse partito il flusso verrebbe da pensare a piccole perdite di Betadine o comunque non legate alla mestruazione.

    • Anonimo

      Grazie, secondo lei quando dovrebbe ripartire il ciclo? Ho dei sintomi…. e sono macchioline,
      Perché ancora betadine? Sono gialline, gialline scuro…

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non ho l’esperienza per fare previsioni, mi dispiace.

  20. Anonimo

    Buonasera Dottore, ho partorito a Marzo 2017 il mio primo figlio e ora vorrei iniziare a provare per la ricerca di una seconda gravidanza. Secondo lei avendo io 41 anni, è il caso di ripetere l’esame dell’AMH per vedere a che punto sono?
    La ringrazio molto

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non lo ripeta a meno che non venga espressamente prescritto.

    • Anonimo

      ok la ringrazio molto. buon weekend

  21. Francy

    Salve dottore..è da un anno e qualche mese che proviamo ad avere un bambino ma nulla! Ho cicli regolari(26/28 giorni). Il mese scorso ho provato a monitorare l ovulazione con gli stick e pur avendo avuto rapporti mirati non sono rimasta incinta.. ho avuto l ultimo ciclo 11maggio.. sa dirmi quando ovulero e quando avere rapporti mirati? Grazie mille

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