Fertilità ed infertilità maschile e femminile

Che cos’è l’infertilità?

L’infertilità è l’impossibilità di avere un figlio dopo un anno di tentativi, oppure dopo sei mesi se la donna ha più di 35 anni. Si parla di infertilità anche quando la donna è in grado di concepire ma non riesce a portare a termine le gravidanze.

La gravidanza è un processo composto da diverse fasi. Per rimanere incinta, infatti:

  • Il corpo della donna deve rilasciare un ovulo da una delle ovaie (ovulazione).
  • L’ovulo deve percorrere la tuba e raggiungere l’utero.
  • Lo spermatozoo deve fecondare l’ovulo lungo il percorso.
  • L’ovulo fecondato deve impiantarsi nella parete dell’utero.

Si parla di infertilità se ci sono problemi in una di queste fasi.

L’infertilità è un problema diffuso?

Sì, negli Stati Uniti il 10 per cento circa delle donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni ha difficoltà a concepire o a portare a termine la gravidanza.

L’infertilità è un problema soltanto femminile?

No, l’infertilità non è un problema solo femminile. Sia le donne sia gli uomini possono soffrire di disturbi e patologie che provocano l’infertilità. Un terzo circa dei casi di infertilità è causato da problemi della donna, un terzo da problemi dell’uomo, mentre gli altri casi sono provocati da un insieme di problemi della coppia o da fattori sconosciuti.

Quali sono le cause dell’infertilità maschile?

L’infertilità maschile nella maggior parte dei casi è causata da:

  • Varicocele, un disturbo in cui le vene di uno o di entrambi i testicoli sono troppo grandi e quindi il testicolo o i testicoli si riscaldano. Il varicocele può far diminuire il numero degli spermatozoi o alterarne la forma.
  • Altri fattori che fanno diminuire o cessare la produzione di spermatozoi.
  • Ridotta motilità degli spermatozoi, che può essere causata dalla loro forma. In alcuni casi gli spermatozoi non si muovono a causa di lesioni o disturbi all’apparato riproduttivo.
  • In alcuni casi questi disturbi sono presenti fin dalla nascita, mentre in altri iniziano in fasi successive a causa di malattie o lesioni; ad esempio la fibrosi cistica è una causa piuttosto diffusa dell’infertilità maschile.

Fattori di rischio per l’infertilità maschile

La qualità dello sperma dipende dallo stato di salute dell’uomo e dal suo stile di vita. Alcuni fattori possono alterare la qualità dello sperma o far diminuire il numero degli spermatozoi; tra di essi ricordiamo:

  • Abuso di alcol,
  • Uso di droghe,
  • Fumo di sigaretta,
  • Età,
  • Inquinamento ambientale, dovuto ad esempio ai pesticidi o al piombo,
  • Malattie come gli orecchioni, malattie gravi come quelle dei reni, o problemi ormonali,
  • Uso di determinati farmaci,
  • Radioterapia e chemioterapia.

Quali sono le cause dell’infertilità femminile?

La maggior parte dei casi di infertilità femminile è causata da disturbi dell’ovulazione. Senza ovulazione, l’ovulo non può essere fecondato. Tra i sintomi dei problemi di ovulazione ricordiamo il ciclo mestruale irregolare o l’assenza del ciclo.

I problemi di ovulazione spesso sono provocati dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). La PCOS è uno squilibrio ormonale in grado di interferire con l’ovulazione ed è la causa più frequente dell’infertilità femminile. Un’altra causa dei problemi di ovulazione è l’insufficienza ovarica primaria (POI) che si verifica quando le ovaie smettono di funzionare normalmente prima dei quarant’anni. L’insufficienza ovarica primaria non va confusa con la menopausa precoce.

Tra le cause meno diffuse dei problemi di infertilità femminile ricordiamo:

  • Ostruzione delle tube dovuta alla malattia infiammatoria pelvica, all’endometriosi o all’intervento chirurgico per la gravidanza ectopica.
  • Problemi fisici dell’utero.
  • Fibromi uterini (masse di tessuto non tumorale che si sviluppano all’interno delle pareti uterine).

Fattori di rischio per l’infertilità femminile

Tra i fattori in grado di far diminuire la probabilità di avere un figlio ricordiamo:

  • Età,
  • Fumo,
  • Abuso di alcol,
  • Stress,
  • Dieta scorretta,
  • Allenamento eccessivo,
  • Sovrappeso o sottopeso,
  • Infezioni sessualmente trasmesse (MST),
  • Problemi di salute che causano squilibri ormonali (sindrome dell’ovaio policistico e insufficienza ovarica primaria).

Quanto conta l’età della donna?

Molte donne aspettano i trenta o i quarant’anni per avere un figlio; negli Stati Uniti, ad esempio, il 20 per cento delle donne ha il primo figlio dopo i 35 anni. L’età quindi è una causa sempre più diffusa dei problemi di fertilità. Un terzo circa delle coppie in cui la donna ha più di 35 anni ha problemi di fertilità.

Con l’età, diminuisce la probabilità della donna di avere un figlio perché:

  • Le ovaie rilasciano meno ovuli,
  • Diminuisce la “riserva” di ovuli disponibili,
  • Gli ovuli non sono più sani come in precedenza,
  • Aumenta il rischio di soffrire disturbi che possono causare problemi di infertilità,
  • Aumenta la probabilità di aborto spontaneo.

Per quanto tempo continuare con i tentativi prima di rivolgersi ai medici?

La maggior parte degli esperti consiglia di continuare per almeno un anno. Le donne di età superiore ai 35 anni dovrebbero invece rivolgersi ai medici dopo sei mesi di tentativi perché la fertilità femminile diminuisce rapidamente dopo i 30 anni.

Alcuni problemi di salute, inoltre, fanno aumentare il rischio di infertilità. Le donne quindi dovrebbero rivolgersi ai medici se:

  • Hanno un ciclo irregolare o il ciclo salta,
  • Provano molto dolore durante il ciclo,
  • Soffrono di endometriosi,
  • Soffrono di malattia infiammatoria pelvica,
  • Hanno avuto diversi aborti spontanei.

Prima di provare ad avere un figlio, tutte le donne dovrebbero fare una visita medica. I medici possono aiutarvi ad arrivare alla gravidanza nel migliore stato di forma possibile: possono inoltre rispondere a tutte le domande relative alla fertilità e darvi diversi consigli per la vostra ricerca di un figlio.

Come avviene la diagnosi di infertilità?

Il percorso per arrivare alla diagnosi di infertilità comprende una visita medica approfondita. Il medico chiederà ai partner se hanno problemi di salute e si informerà sulla loro vita sessuale. In alcuni casi questo sarà sufficiente per scoprire il problema; quasi sempre, però, saranno necessari altri esami.

L’uomo di solito dovrà eseguire l’esame dello sperma, per scoprire la quantità degli spermatozoi, la loro forma e la motilità. In alcuni casi i medici consigliano anche di eseguire il dosaggio degli ormoni maschili.

La donna, in una prima fase, dovrà scoprire se l’ovulazione avviene regolarmente tutti i mesi. Per scoprirlo è possibile monitorare l’ovulazione a casa in questo modo:

  • Prendendo nota tutte le mattine appena sveglie della temperatura basale per diversi mesi.
  • Prendendo nota ogni giorno dell’aspetto del muco cervicale per diversi mesi.
  • Usando un kit per il monitoraggio dell’ovulazione (in vendita in farmacia o al supermercato).

[In realtà può esserci muco cervicale ed un test di ovulazione positivo pur in assenza di ovulazione, dei tre metodi la temperatura è quindi l’unico certo insieme ai dosaggi ormonali]

Per scoprire se c’è l’ovulazione, il medico può consigliare di eseguire gli esami del sangue oppure fare un’ecografia alle ovaie. Se l’ovulazione è normale, è possibile eseguire altri esami per la fertilità, tra cui ricordiamo:

  • Isterosalpingografia. È una radiografia dell’utero e delle tube. I medici iniettano il mezzo di contrasto nell’utero attraverso la vagina. Il mezzo di contrasto è visibile durante la radiografia, quindi i medici possono vedere se riesce a muoversi liberamente nell’utero e nelle tube. In questo modo sono visibili eventuali ostruzioni in grado di provocare l’infertilità. Le ostruzioni possono impedire all’ovulo di attraversare le tube e raggiungere l’utero oppure allo sperma di raggiungere l’ovulo.
  • Laparoscopia. È un semplice intervento chirurgico per vedere dall’interno la cavità addominale. Il medico lo esegue inserendo il laparoscopio (un piccolo strumento con una fonte di luce a un’estremità) in una piccola incisione nella parte bassa dell’addome. Con il laparoscopio il medico può controllare le ovaie, le tube e l’utero, per escludere patologie o altri problemi. La laparoscopia è in grado di evidenziare eventuali tessuti cicatriziali e l’endometriosi.

Scoprire le cause dell’infertilità può essere un processo lungo e stressante. Per completare tutti gli esami può volerci molto tempo: quindi non preoccupatevi se non riuscite a scoprire il problema immediatamente.

Terapia

L’infertilità può essere curata con i farmaci, con l’inseminazione artificiale o con le tecniche di fecondazione assistita. In molti casi possono essere combinati diversi tipi di terapia. Quasi sempre si riesce a curare l’infertilità con i farmaci o con un intervento chirurgico.

I medici consigliano le terapie specifiche per l’infertilità a seconda:

  • dei risultati degli esami,
  • del tempo trascorso dai primi tentativi di avere un figlio,
  • dell’età di entrambi i partner,
  • dello stato di salute della coppia,
  • delle preferenze della coppia.

I medici spesso riescono a curare l’infertilità maschile nei modi seguenti:

  • Problemi della sfera sessuale. I medici possono curare l’impotenza o l’eiaculazione precoce, ricorrendo ai farmaci e/o alla terapia comportamentale.
  • Insufficienza di sperma. In alcuni casi l’intervento chirurgico riesce a correggere la causa del problema. In altri casi, invece, i medici prelevano chirurgicamente lo sperma dall’apparato riproduttore maschile. Possono essere usati gli antibiotici per guarire le infezioni che influiscono sulla quantità di spermatozoi.
  • Motilità degli spermatozoi. In alcuni casi lo sperma non contiene spermatozoi perché l’apparato riproduttore ha qualche problema che, a volte, può essere corretto con l’intervento chirurgico.

Nelle donne, si può ricorrere all’intervento chirurgico per risolvere alcuni disturbi fisici.

Per curare le donne con problemi di ovulazione possono essere usati diversi farmaci. È fondamentale chiedere al medico quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questi farmaci: la paziente deve essere informata dei pericoli, dei vantaggi e dei possibili effetti collaterali.

Farmaci per la cura dell’infertilità femminile

Tra i farmaci usati con maggior frequenza per curare l’infertilità femminile ricordiamo:

  • Clomifene citrato (Clomid®). Questo farmaco causa l’ovulazione perché va ad agire sull’ipofisi. È usato frequentemente nelle donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o da altri problemi di ovulazione. Va assunto per via orale.
  • Gonadotropina della menopausa umana (hMG). Questo farmaco viene usato frequentemente nelle donne che non ovulano a causa di problemi dell’ipofisi. L’hMG agisce direttamente sulle ovaie per stimolare l’ovulazione ed è somministrato tramite iniezione.
  • Ormone follicolo-stimolante (FSH). Quest’ormone ha un funzionamento analogo a quello dell’hMG. Fa iniziare l’ovulazione e viene somministrato di solito per iniezione.
  • Ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH). È usato in molti casi per le donne che non ovulano regolarmente ogni mese. Anche chi ovula prima che l’ovulo sia pronto può usare quest’ormone che agisce sull’ipofisi per cambiare il momento dell’ovulazione. Quest’ormone di solito viene somministrato tramite iniezione o come spray nasale.
  • Metformina. I medici usano questo farmaco per le donne che soffrono di insulinoresistenza e/o di PCOS. La metformina abbassa i livelli di ormoni maschili nelle donne affette da queste patologie e quindi favorisce l’ovulazione. In alcuni casi la metformina è combinata con il clomifene citrato o con l’ormone FSH. Di solito è assunta per via orale.
  • Bromocriptina. Questo farmaco è usato nelle donne che hanno problemi di ovulazione dovuti ai livelli eccessivi di prolattina. La prolattina è l’ormone che fa iniziare la produzione del latte.

Molti farmaci che favoriscono la fertilità fanno aumentare la probabilità di gravidanze gemellari o plurigemellari. Le gravidanze gemellari o plurigemellari sono più a rischio, perché i feti rischiano di nascere prematuri e quindi corrono un rischio maggiore di soffrire di problemi di salute e di sviluppo.

Che cos’è l’inseminazione intrauterina (IUI)?

L’inseminazione intrauterina (IUI) è una terapia per l’infertilità, a volte definita inseminazione artificiale. In quest’intervento la donna riceve un’iniezione di sperma appositamente preparato. Prima dell’IUI la donna a volte può anche essere curata con farmaci che stimolano l’ovulazione. L’inseminazione intrauterina viene spesso usata per curare:

  • Lieve infertilità maschile,
  • Donne con problemi del muco cervicale,
  • Coppie in cui non è stata accertata la causa dell’infertilità.

Che cosa sono le tecniche di fecondazione assistita?

Le tecniche di fecondazione assistita sono un gruppo di metodi usati per aiutare le coppie non fertili. La fecondazione assistita comporta l’espianto degli ovuli dal corpo della donna: gli ovuli poi vengono mescolati agli spermatozoi per formare gli embrioni che infine sono sono reimpiantati nel corpo della donna.

Qual è la probabilità di successo della fecondazione assistita?

La probabilità di successo varia e dipende da molti fattori diversi. Tra i fattori che influiscono sulla probabilità di successo della fecondazione assistita ricordiamo:

  • Età della coppia,
  • Cause dell’infertilità,
  • Problemi di salute della coppia,
  • Tipo di tecnica usata,
  • Eventuale crioconservazione dell’ovulo,
  • Eventuale crioconservazione dell’embrione.

Il CDC ha compiuto diverse ricerche sulla probabilità di successo della fecondazione assistita in diversi centri per la fertilità. Secondo una ricerca del 2010, le percentuali di successo dei cicli di fecondazione assistita sono:

  • 42 per cento nelle donne di età inferiore ai 35 anni
  • 32 per cento nelle donne di età compresa tra i 35 e i 37 anni
  • 22 per cento nelle donne di età compresa tra i 38 e i 40 anni
  • 12 per cento nelle donne di età di 41 o 42 anni
  • 5 per cento nelle donne di 43 o 44 anni

La fecondazione assistita è molto costosa e richiede molto tempo per essere eseguita, però ha permesso a molte coppie con diagnosi di infertilità di mettere al mondo un figlio. La complicazione più frequente della fecondazione assistita sono le gravidanze plurigemellari, ma è possibile prevenire o minimizzare questo problema in molti modi diversi.

Tecniche di fecondazione assistita

Tra le tecniche di fecondazione assistita più usate ricordiamo:

  • La fecondazione in vitro (IVF) è la fecondazione che avviene fuori dall’organismo della donna. È la tecnica di fecondazione assistita con maggiori probabilità di successo. Viene spesso usata se le tube sono ostruite o la quantità di spermatozoi è insufficiente. I medici somministrano alla donna un farmaco che fa rilasciare alle ovaie diversi ovuli. Una volta maturi, gli ovuli vengono espiantati e messi in un contenitore insieme agli spermatozoi. Dopo 3, 5 giorni, una volta avvenuta la fecondazione, gli embrioni sani sono impiantati nell’utero.
  • La fecondazione in vitro con transfer intratubarico (ZIFT) è simile alla fecondazione in vitro. La fecondazione avviene in laboratorio, ma poi l’embrione viene impiantato nella tuba anziché nell’utero.
  • La GIFT (game intrafallopian transfer) consiste nel trasferimento degli ovuli e degli spermatozoi nella tuba. La fecondazione avviene all’interno del corpo femminile. Questa tecnica è disponibile in pochi centri specializzati.
  • L’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) è usata in molti casi per le coppie in cui la qualità dello sperma è molto scarsa. In alcuni casi viene usata anche per coppie in età più avanzata o in cui i tentativi precedenti di IVF non hanno avuto successo. Nell’ICSI, viene iniettato un singolo spermatozoo in un ovulo maturo. Poi l’embrione viene trasferito nell’utero o nella tuba.

In alcuni casi le tecniche di fecondazione assistita comportano l’uso di ovuli di una donatrice, dello sperma di un donatore o di embrioni crioconservati [in Italia sono metodi proibiti per legge]. Gli ovuli di una donatrice possono essere usati se la donna non può produrre ovuli. Gli ovuli di una donatrice o lo sperma di un donatore possono essere usati se uno dei membri della coppia ha una malattia genetica che potrebbe essere ereditata dal bambino. Se la donna o la coppia non sono fertili possono usare gli embrioni donati da qualcun altro, cioè da altre coppie durante la terapia contro l’infertilità o dall’incontro dello sperma di un donatore con l’ovulo di una donatrice. Gli embrioni donati sono impiantati nell’utero: il bambino non avrà alcuna parentela genetica con i genitori.

Maternità surrogata

In alcuni paesi [non in Italia], le donne che non ovulano o producono ovuli “difettosi”possono ricorrere alle madri surrogate. La madre surrogata dà il consenso a rimanere incinta usando lo sperma del partner della prima donna e uno dei propri ovuli. Il bambino quindi sarà geneticamente imparentato con il padre e con la madre surrogata. Dopo il parto, la madre surrogata darà il bambino in adozione alla coppia.

“Utero in affitto”

In alcuni paesi[non in Italia] le donne che hanno le ovaie integre ma non hanno più l’utero possono ricorrere a un “utero in affitto”. Quest’opportunità può essere utile anche per chi non riesce a rimanere incinta per via di problemi di salute molto gravi. Alla donna viene espiantato un ovulo, che viene fecondato dallo sperma del partner: l’embrione viene impiantato nell’utero della donna che ha deciso di darlo in affitto. La donna che dà il proprio utero in affitto non ha alcuna parentela genetica con il bambino; dopo il parto, quindi, lo darà in adozione alla coppia.

Alcune ricerche recenti del CDC indicano che i bambini nati da fecondazione assistita corrono un rischio da due a quattro volte maggiore di soffrire di determinate malformazioni, tra cui alcuni problemi del cuore e dell’apparato digerente e il palato o il labbro leporino. I ricercatori non sanno spiegare questa correlazione. Le malformazioni potrebbero non essere connesse alle tecniche di fecondazione assistita, ma forse sarebbero collegate ad altri fattori, per esempio all’età dei genitori. Sono quindi necessarie ulteriori ricerche. Il rischio è relativamente basso, ma i futuri genitori dovrebbero comunque tenerlo a mente quando decidono di ricorrere alla fecondazione assistita.

Fonte: CDC

Traduzione di Elisa Bruno

A cura del Dr. Guido Cimurro, autore del libro "Scintilla di Vita - Cercare una gravidanza e rimanere incinta in modo naturale"

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3.533 pensieri su “Fertilità ed infertilità maschile e femminile

  1. Anonimo

    Dottore buongiorno. Um 23 aprile e isteroscopia diagnostica con biopsia programmata per il 6 maggio.
    Devo astenermi dai rapporti o cosa devo fare? Al centro non me lo hanno specificato… In caso di rapporti cosa potrebbe succedere?
    Grazie come sempre.

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ritengo preferibile evitare rapporti non protetti (a mio avviso in caso di fecondazione si potrebbe andare incontro a complicanze, anche se tengo a precisare che siamo un al di là delle mie competenze).

  2. Silvia

    Buongiorno, ho 45 anni, già mamma di 3 figli, due ragazzi già grandini e un bambino di 18 mesi. Sto cercando un’altra gravidanza da circa un anno ma senza risultati, e il mio ginecologo mi ha prescritto un esame per la ricerca dell’ormone antimulleriano che è risultato pari a 5,60 pmol/l in un range che va da un minimo di 0,07 ad un massimo di 19,30 relativo ad una fascia di età 45/50 anni. Posso essere positiva e sperare ancora? Ringrazio per l’attenzione. Un cordiale saluto

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Relativamente a questo esame la risposta è sicuramente sì, in base al risultato a mio avviso si può sperare, ma come sempre l’ultima parola al ginecologo.

  3. Anonimo

    Buonasera! L uso di antibiotico da parte dell uomo può influenzare gli spermatozoi e quindi “rallentare” per il concepimento? Grazie e buona serata

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Che antibiotico?

    • Anonimo

      Amoxicillina 500 mg 3 volte al giorno, ma lo smetterebbe circa 5 giorni prima del periodo fertile

    • Anonimo

      Per 10 giorni deve prenderlo

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non dovrebbe influire in modo significativo.

  4. Alessandra

    Dottore buona sera oggi ho ritirato il referto mio marito ha fatto lo spermiogramma solo un valore era basso “volume 1″e il minino era 1,5 mi può spiegare il significato e perché è basso? Grazie sempre

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Il volume consiste nella quantità di sperma raccolto.

      La raccolta è avvenuta a casa o direttamente presso la struttura?
      La quantità di spermatozoi è nella norma?

  5. Alessandra
    • Alessandra

      Cmq lo sperma era poco….

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, può essere, e questo è confortante.
      2. Non mi preoccuperei troppo, magari lo stress legato alla necessità di raccogliere il campione; è stata osservata l’astinenza prevista?

    • Alessandra

      Si si abbiamo fatto 5 giorni di astinenza, quindi lei mi dice che nn c’è niente di preoccupante per l infertilita’?

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      Questa è una valutazione che spetta al medico che ha richiesto l’esame, ma sono ragionevolmente ottimista.

      Nel frattempo cerchi di farlo bere molto (se già non lo facesse).

    • Alessandra

      Beve tantissimo, può essere era influenzato? E si cmq le analisi li ho già dati al ginecologo però mi farà sapere lunedì

    • Alessandra

      Io la ringrazio sempre per la sua gentilezza nel rispondere grazie buona serata

    • Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso sì, il malessere può aver influito; può essere che il ginecologo suggerisca comunque per scrupolo di ripetere l’esame al miglioramento delle condizioni di salute.

      Se mi tiene al corrente mi fa piacere!

    • Alessandra

      Lo farò….

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